Per decenni la costruzione dei portafogli si è basata su una formula semplice: investire in azioni, aggiungere obbligazioni e contare sul loro effetto di diversificazione. Per molto tempo questo modello ha dimostrato la sua validità. Oggi è sempre più messo in discussione, in quanto gli asset reali stanno assumendo una maggiore importanza nel contesto attuale. Andy Jenk illustra i tre sviluppi strutturali alla base di questo crescente interesse.
Splint Invest organizza un webinar su questo tema il 6 maggio 2026.

L'inflazione persistente, la frammentazione geopolitica e l'evoluzione delle correlazioni tra le asset class tradizionali stanno costringendo i gestori patrimoniali a ripensare la diversificazione. In questo contesto, gli asset reali - come l'arte, gli oggetti da collezione, il vino, gli orologi e i beni di lusso rari - stanno acquisendo un'importanza strategica all'interno dei portafogli.
Non si tratta di un fenomeno nuovo. Gli ultra-high-net-worth individuals (UHNWI) e i family office investono in questi beni da decenni. Ciò che sta cambiando oggi è la professionalizzazione, l'istituzionalizzazione e, in una certa misura, la democratizzazione dell'accesso a questi mercati.
Rischio inflazionistico e scarsità
Gli asset finanziari tradizionali si basano su flussi di cassa futuri, il cui valore dipende fortemente dai tassi di sconto, dalla politica monetaria e dai tassi di interesse.
Gli asset reali, invece, seguono una logica diversa. Sono beni fisici rari, con un'offerta limitata, il cui valore è spesso sostenuto dalla domanda dei collezionisti e dalla loro dimensione culturale. In tempi di inflazione, questa scarsità può preservare il valore in un modo che gli asset finanziari non sempre garantiscono.
L'offerta di un'opera d'arte, di una serie limitata di orologi o di un'annata di vino è, per definizione, fissa - creando una scarsità strutturale che può sostenere i prezzi nel lungo periodo.
Frammentazione geopolitica
Le tensioni geopolitiche tendono a minare la fiducia nei sistemi finanziari, nelle valute e nei quadri giuridici.
Storicamente, il possesso di beni fisici ricercati a livello globale è stato un mezzo per preservare la ricchezza. Grandi opere d'arte, rari oggetti da collezione o beni d'investimento di lusso fungono da depositi di valore internazionali, indipendenti da uno specifico sistema finanziario.
Questa caratteristica li rende particolarmente interessanti nei portafogli globalizzati.
Evoluzione delle correlazioni
Per molto tempo le obbligazioni sono state il principale ammortizzatore contro la volatilità dei mercati azionari.
Tuttavia, gli ultimi anni hanno dimostrato che queste due classi di attività possono diminuire simultaneamente, soprattutto in caso di shock inflazionistici. Questa dinamica mette in discussione l'efficacia del tradizionale modello di portafoglio 60/40.
In questo contesto, i gestori sono alla ricerca di nuove fonti di diversificazione e gli asset reali stanno gradualmente emergendo come un'alternativa.
Integrare gli asset da collezione nei portafogli
Un'idea sbagliata comune è che l'arte e il collezionismo siano investimenti passionali. Da un punto di vista istituzionale, dovrebbero essere affrontati come investimenti paragonabili al private equity applicato ai singoli asset, con lo stesso livello di rigore analitico.
Tre pilastri sono essenziali per la loro integrazione professionale.
- Allocazione disciplinata
Nella maggior parte dei portafogli istituzionali, gli asset reali rappresentano un'allocazione limitata ma strategica, generalmente compresa tra l'1% e il 5%. L'obiettivo non è la speculazione, ma la diversificazione attraverso driver di performance distinti da quelli dei mercati finanziari.
- Selezione e due diligence
Il successo nei mercati di raccolta dipende in larga misura dalla qualità dell'acquisizione e dal rigore dell'analisi. Un approccio professionale si basa su :
- analisi di mercato basata sui dati
- sfruttamento delle banche dati transazionali e delle aste
- valutazione della scarsità e dei vincoli di produzione
- orizzonti di investimento chiaramente definiti (spesso tra i 12 e i 36 mesi)
- strategie di uscita previste (aste, concessionari, collezionisti).
- Struttura istituzionale
Uno dei principali ostacoli storici è stata la mancanza di strutture di investimento adeguate. L'integrazione professionale richiede :
- veicoli regolamentati
- compatibilità con gli ISIN
- integrazione dei depositari
- standard di rendicontazione istituzionale
Questi elementi contribuiscono a trasformare mercati storicamente frammentati in classi di attività strutturate e investibili.
Le caratteristiche specifiche degli asset reali
Come tutte le classi di attività, anche gli asset reali hanno le loro caratteristiche specifiche. La loro liquidità è guidata da eventi piuttosto che continua. La loro valutazione richiede competenze specifiche. E l'accesso ad essi è stato a lungo frammentato.
È proprio su questi punti che si sta verificando una trasformazione: la professionalizzazione, il maggiore accesso ai dati e la strutturazione regolamentata stanno rendendo questi mercati sempre più accessibili agli investitori istituzionali.
Una nuova dimensione di diversificazione
Con l'evoluzione del contesto macroeconomico, la costruzione del portafoglio deve adattarsi.
Gli asset reali non sono destinati a sostituire gli investimenti tradizionali. Tuttavia, offrono un ulteriore livello di diversificazione, basato su dinamiche di mercato diverse.
Per i gestori patrimoniali, la questione non è più se includere questi asset, ma come accedervi in modo strutturato e istituzionale.
Immersione profonda
Per i gestori che desiderano approfondire l'argomento, è necessaria un'analisi più dettagliata delle metodologie di valutazione, delle strutture di investimento e dell'integrazione del portafoglio.
Questi temi saranno al centro del nostro webinar del 6 maggio 2026.
Gli interessati possono anche richiedere il factsheet del fondo lanciato da Splint Invest o mettersi in contatto direttamente tramite: andy.jenk@splintinvest.com o aif.splintinvest.com.
